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Augh!

Come metafora quella del terremoto ci va a pennello. Quando sai che una cosa deve succedere ma non sai quando, è solo una questione di attesa. Come The Big One a San Francisco per intenderci, che prima o poi arriva e pialla tutto.

Nell’attesa misuri le scosse che precedono, aspetti e immagini il giorno che.

E quando arriva questo giorno, nonostante l’abbia immaginato mille e mille volte, il terremoto fa sempre distruzione. Arriva e non te lo aspetti e dentro di te pensi «cazzo, eccolo, non sono pronto!» e cerchi di non andare a fondo e di non farti travolgere.

Poi finisce, passa e lascia dietro di sé un cumulo di macerie. Ci sarà sempre un prima e un dopo.

È la grande occasione. Inizi una ricostruzione, migliore. Qualcosa recuperi, molto butti. Macerie, scorie, tutto quello che pesa e che non serve e che ti ha rubato la serenità e tante ore di sonno.

Alla fine guarderai indietro al tempo passato e forse qualcosa ti mancherà pure. Come un amore che si rompe (ing/ted). Augh!

 

L’immagine è il grande capo Estiquaatsi ed è tratta da YouTube

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