il-segno-di-una-resa-invincibile

Ognuno si salva come può

Non ricordo quando ho coniato questa espressione. Ricordo il perché, ricordo a chi/cosa mi riferivo nello specifico. Vale ancora oggi e, anzi, ha allargato il suo spettro. Vale anche per me, per dire.

Ognuno si salva come può

Ammettiamolo. È una sconfitta. Dura, cruda, ineluttabile. Una resa incondizionata, invincibile per citare il grande A. Paz. È il fuggire in un luogo sicuro, quattro pareti morbide, una tazza di tè, la pancia della mamma, una botta di qualcosa, una bottiglia mezza piena o mezza vuota, un fake qualunque, dormire da narcolessico con le gocce dei sogni belli.
La fuga per eccellenza in quel posto dove nei giochi di bambini si gridava «pace» oppure «salvo» e nessuno ti poteva toccare. Sempre di fuga si tratta, ed è più amara perché bambini non siamo più.

C’è poco da essere orgogliosi, niente di cui vantarsi. Solo una presa di coscienza.
E quindi salviamoci come possiamo, ma affrontiamo paure, ostacoli e pericoli a viso aperto più volte che si può. Non ci arrendiamo.

Sarebbe il caso di coniare un’altra frase e scolpirmela in questa cazzo di testa.

 

Il disegno è di Andrea Pazienza

Tags:
0 shares
Previous Post

Un racconto di tromba d’aria

Next Post

Clic

Lascia un commento