tuaregintro

Viandante perduto

Scrutavo la vita

Dal lato sbagliato

L’occhio di vetro

L’orecchio ormai inerte

La lingua contorta

In un viola groviglio

Che muto soffoca

Questo taglio ferito

Che è la mia bocca.

 

E il suono sinistro

Dalle viscere vuote

Mi chiama violento

A non illudermi

A non cantare

Quel suono dolce

Che secoli fa

Nella culla di legno

Tanto dolce sembrò.

 

Preludio beffardo

A una gioia mai avuta

Con dolore vissuta

Nello stordente silenzio

Nelle vacue parole

Le sciocche figure

Fantasmi scontati

Sterile messinscena

Che alleviare non può.

 

Un cammino soltero

Un viandante perduto

Senza viso né storia

Costretto al suo viaggio

Nell’arido deserto

Dai colori mancanti

I suoni assenti

La via non segnata

La borraccia ormai vuota

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