desert_city_by_ericoscarj-d8dzvpb

L’heure bleu

Lui aveva i poteri.

Ne aveva tanti e della maggior parte ne ignorava sia la presenza che la conoscenza.

E questa è la storia antica di un ragazzo che molti molti anni fa ancora non sapeva. Oddio, non è che fosse del tutto all’oscuro, di una cosa era ben certo: aveva scoperto come fermare il tempo.

In un momento della giornata, uno solo, quando al crepuscolo il sole scende all’orizzonte e allunga le ombre e il cielo è blu blu blu e i colori sono desaturati e i contrasti così forti che fanno quasi male, ecco, in quel momento questo ragazzo poteva schioccare le dita e fermare il tempo.

Tac, fermo.

D’incanto non si muoveva più nulla, neanche il vento tra le foglie. Le macchine nei viali, gli uccelli in volo, le persone sui marciapiedi, il cane che fa pipì al lampione, le prime stelle nel cielo. Tutto fermo, immobile. Solo il ragazzo poteva camminare, muoversi e curiosare.

Da solo.

Solo come può essere un ragazzo che cammina in un deserto privo di vita.

Era curioso il ragazzo e scoprì molte cose. Angoli nascosti, luoghi e un giardino segreto.

Tanti, ma tanti anni dopo, il ragazzo si fece uomo ma non per questo rinunciò a fermare il tempo con lo schiocco delle dita.

E un giorno in un angolo un po’ così, un luogo dimesso e di passaggio che ai più non diceva nulla, nella folla ferma scorse un viso. Sotto a un cappello grigio, fece un piccolo movimento. Una testa che si girava verso di lui in maniera impercettibile, una pupilla in un occhio che lo scrutava.

Lei si nascondeva ma era viva.

Si riconobbero subito.

 

 

L’immagine è Desert City di Ericoscarj 

Per un’adeguata colonna sonora, Someone in the crowd

0 shares
Previous Post

Viandante perduto

Next Post

La mia vita per un biscotto (e viceversa)

Lascia un commento