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I morti siete voi

Come topi in una fogna, come in un girone dantesco. Gli animali entrano a coppie e si infilano nel loro destino. Vagoni blindati, titolo, spazio, pubblicità. Finti sorrisi, isole tropicali, nuvole nel cielo. Questo è il destino scritto per voi, il trogolo dove sguazzare. E la vostra falsa felicità, di rimando, con quelle facce da cazzo infilate in uno smartphone, i tatuaggi tribali da mettere in mostra a Fregene, le ascelle da Champions League perché questa è la cura che avete di voi stessi. Cervelli piatti, carne per scatolette.

Per voi c’è un piano che non mi riguarda. Io sono vivo, io sono Pablo.

I morti siete voi.

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